I giovani e le scienze 2018

GlifoCOBI

Tiziana Gagliardi                                                       

Docenti: Anna Chiesa, Angelo Gulotta

Il glifosato è l’erbicida più diffuso al mondo. Negli ultimi anni c’è stato un dibatto tra IARC e EFSA riguardo alla presunta cancerogenicità della sostanza. Inoltre è noto che il glifosato possa causare problemi agli occhi e sia tossico per la fauna acquatica. Questa sostanza può essere trovata in cibi quali pasta, pane e vegetali (prodotti agricoli e derivati dei cereali) provenienti da campi dove viene utilizzato questo erbicida. Purtroppo, però, i metodi di riconoscimento di questa sostanza sono lunghi, difficili e necessitano di strumentazione e reagenti costosi e difficilmente reperibili. Il progetto era quindi volto a trovare un nuovo metodo di analisi dell’erbicida, che fosse semplice, veloce ed economico. Sapendo che il glifosato è un chelante in grado di complessare il Cu, si è pensato di trovare un metodo di riconoscimento per il complesso Cu-glifosato, che ha un massimo assorbimento ad una lunghezza d’onda di 730 nm. Si è provato inizialmente a realizzare un’analisi spettrofotometrica e una conduttimetrica. Sebbene sia l’assorbanza che la conducibilità specifica del complesso mostrino linearità al variare della concentrazione, questi metodi non sono sufficientemente sensibili e riproducibili. Si è allora realizzata un’analisi in HPLC, aggiungendo alle soluzioni di Cu-glifosato Na2CO3 per precipitare il Cu libero in soluzione (il cui picco interferiva con il picco del complesso). In questo modo si è ottenuta un’ottima linearità tra le aree dei picchi e la concentrazione. Si è anche tentato di rimuovere il glifosato dall’acqua utilizzando scarti vegetali, metodo che, però, non ha avuto successo. Utilizzando invece un filo trimetallico di Fe-Zn-Cu si è ottenuta una rimozione del 17,5%.

PREMIO: ESE-Expo Science Europe", Gdynia (Polonia); AWG Association for Women Geoscientists